Progettazione impianti antincendio: disegnare la sicurezza

Non importa se si tratti di un palazzo d’appartamenti, di un magazzino, di un capannone industriale o di un complesso di uffici: qualsiasi immobile, nel momento stesso della sua costruzione, deve includere nella documentazione relativa tutta la progettazione impianti antincendio relativi, dettagliata in base alle necessità specifiche del complesso in questione oltre che alle leggi e ai regolamenti sulla materia. Si tratta, naturalmente, di una materia complicata e specifica, e a chi si occupa di progettazione impianti antincendio si deve innanzitutto chiedere una profonda competenza e un continuo aggiornamento.

Allo scopo di garantire la sicurezza delle strutture su cui lavorano, gli ingegneri specializzati in progettazione impianti antincendio si trovano a dover includere nei loro sistemi due diversi tipi di protezione, ossia quelli attivi e quelli passivi, così da poter prevenire l’espansione delle fiamme e i danni che ne conseguono a tutti i livelli. Questa esigenza va però soddisfatta tenendo conto anche di un’altra, che spesso ha istanze quasi opposte, ossia quella estetica-architettonica, che richiede che le misure antincendio implementate non vadano né a danneggiare l’aspetto del palazzo finito, né a complicarne le funzionalità, la semplicità di passaggio, e l’organizzazione generale. Sebbene la sicurezza dalle fiamme appaia sicuramente come l’esigenza più pressante, non si può però prescindere da queste ultime, nella progettazione impianti antincendio: un edificio è sempre e comunque anche una complessa “macchina”, che ha delle funzioni che non possono essere compromesse. Oltre a ciò, non si può dimenticare il fatto che in qualsiasi edificio c’è un costante passaggio di persone, e che questo semplice dato genera decine di potenziali rischi d’incendio, a partire dalla semplice distrazione con fornelli o sigarette all’utilizzo di macchinari o dispositivi potenzialmente pericolosi.

Per questo, come dicevamo, chi fa progettazione impianti antincendio deve implementare nei propri sistemi sia metodi attivi che passivi di protezione dal fuoco. I primi, quelli attivi, sono quelli che hanno lo scopo di impedire che le fiamme riescano a divampare; questo significa che includono spruzzatori, estintori, manichette e allarmi. Ma non meno importanti sono quelli passivi, il cui scopo è quello di fare in modo che, nel momento in cui le fiamme riescono comunque a divampare, non possano diffondersi. Chiunque si sia mai occupato di progettazione impianti antincendio sa, infatti, che nessuna precauzione è sufficiente a dare l’assoluta sicurezza che un incendio non possa mai scoppiare: ed è per questo che è fondamentale occuparsi della scelta di materiali ignifughi, o ritardanti, per le porte, i pavimenti e le pareti.

Cosa accade in occasione di un trapianto di reni

La funzione primaria dei reni è quella di filtrare i prodotti di scarto del corpo e trasformarli in urina, così che possano essere eliminati facilmente. Il trapianto dei reni, quindi, si rende necessario quando questi organi non funzionino più correttamente, perchè altrimenti l’accumulo di scorie nel corpo porterebbe rapidamente a un crollo dell’organismo stesso. Nel momento in cui ci si appresta a subire l’intervento di trapianto, pur in mezzo alla comprensibile tensione della situazione, è necessario avere la lucidità – magari con l’aiuto di qualcuno di fidato che ci stia vicino – per seguire tutti le regole utili a far andare liscio il decorso e la convalescenza. Ecco qualche consiglio per arrivare preparati, e qualche informazione per affrontare l’intervento con più consapevolezza:

Prima ancora dell’intervento, ci sono già delle regole che è necessario seguire recandosi all’ospedale. Per prima cosa, l’obbligo di digiuno per diverse ore prima dell’operazione chirurgica è serio, e per difficile che possa essere va seguito scrupolosamente, esattamente come l’assunzione, nelle quantità e nei tempi specificati dal medico, di tutti i medicinali prescritti: avremo tempo di concederci qualche strappo alla regola poi, quando staremo bene e saremo nuovamente in forma. Stessa scrupolosa attenzione va riservata all’effettuare tutti gli esami necessari, così da poter presentare un quadro clinico perfettamente aggiornato ai medici che ci opereranno.

L’operazione di trapianto vera e propria viene effettuata in tre stadi. Per prima cosa viene effettuata un’incisione nella parte inferiore dell’addome; è attraverso questo taglio che viene inserito e collocato il nuovo rene. Contrariamente a quanto molti pensano, i reni malati non vengono di norma asportati: a meno che, infatti, non stiano generando dolore o infezione, non sono normalmente pericolosi. Al nuovo rene, in secondo luogo, vengono collegati i vasi sanguigni necessari ad alimentarlo; successivamente a questo, viene collegata al rene anche l’uretra, il canale che porta l’urina alla vescica. Inizialmente, può essere inserito un piccolo tubicino di plastica nell’uretra stessa, per facilitare il passaggio dell’urina, ma questo verrà comunque rimosso dopo alcune settimane. Per finire, la terza fase dell’intervento prevede la sutura dell’incisione, una volta verificato il perfetto collocamento e funzionamento del nuovo rene. Il tutto, vista la complessità dell’operazione, richiede solitamente circa tre ore abbondanti.

Dopo il trapianto, mano a mano che l’anestesia perde di effetto, sarà inevitabile percepire delle sensazioni dolorose: il trauma è stato considerevole. Per la fase iniziale ci verranno quindi somministrati degli antidolorifici. Oltre a questi, fra le medicine che dovremo assumere ci saranno prodotti specifici per abbattere le funzioni del sistema immunitario e impedirgli di attaccare il rene nuovo come un elemento esterno e quindi pericoloso. La verifica che tutto sia andato bene occuperà circa una settimana di ricovero dopo l’intervento, ma questo non porrà fine alle visite di controllo. Queste inizialmente saranno in numero di almeno due alla settimana, e soltanto più avanti, mano a mano che gli esami rileveranno il corretto funzionamento del nuovo organo, potranno ridursi e infine concludersi, dopo un periodo che durerà diversi mesi. Naturalmente è evidente che queste visite sono da considerarsi del tutto obbligatorie, e dovremo impegnarci a rispettare ogni indicazione dataci del medico anche in queste occasioni!

I filtri in inox di tipologia Sparkler

I filtri in inox del tipo definito “sparkler” hanno la funzione primaria di eliminare per filtrazione le particelle solide da un liquido di qualche genere. Si tratta, com’è evidente, di un’applicazione molto generica, quasi universale; e infatti non è un caso se si trovano e si impiegano filtri in inox nelle industrie di tipo più diverso, da quelle farmautiche alle alimentari, da quelle chimiche a quelle cosmetiche, con un continuo sviluppo e aumento delle installazioni. Sono molte infatti le fasi della produzione, in tutti i settori, dove occorre separare da un liquido le particelle solide di varie dimensioni in esso sospese, come possono appunto fare i filtri in inox.

Fra le tipologie di filtri in inox più diffuse sul mercato in questo momento si può sicuramente annoverare quella definita Sparkler, che è uno degli esempi più tipici di filtri in inox ad alte prestazioni. In questi dispositivi, all’interno di un guscio in acciaio, costruito perchè possa facilmente mantenere la pressione in esso generata, sono disposte svariate piastre filtranti perforate orizzontali. Sul guscio sono ovviamente montate tutte le connessioni a tubi e pompe necessarie per la normale operatività quotidiana.

Durante l’utilizzo, in questi filtri in inox viene immesso ad alta pressione, grazie all’azione di una pompa, il liquido ad alta pressione che deve essere filtrato. Passando attraverso le piastre orizzontali, con una pressione sempre crescente, dal liquido viene rimossa la parte solida, costituita dalle particelle di vario genere in esso sospese, e successivamente questo viene rimesso in circolo, purificato dal passaggio attraverso i filtri in inox. Naturalmente questo porta all’accumulo sulle piastre stesse di strati di sporcizia, che debbono essere periodicamente eliminate per mantenere l’efficienza dei filtri in inox e non otturarli.

L’utilizzo dei filtri in inox di tipologia Sparkler presenta sicuramente dei vantaggi. Il primo e probabilmente più importante è proprio il materiale: i filtri in inox sono inattaccabili dalla ruggine e da molti altri tipi di corrosione, e hanno una durata lunghissima proprio grazie alla loro robustezza. Ma non finisce qui: i filtri Sparkler possono essere equipaggiati con una copertura interna, sempre in inox, per filtrare prodotti particolari, ad esempio quelli ad alta temperatura, senza rischio di danni. Oltre a questo, i filtri in inox Sparkler possono essere realizzati in una gamma di dimensioni e diametri differenti, e sono quindi utilizzabili facilmente in qualsiasi tipo di impianto.

Depilazione laser: ne vale la pena?

Il trattamento di epilazione laser è sicuramente, a una valutazione superficiale, più costoso di tutti gli altri metodi tradizionali per l’eliminazione del pelo superfluo dal corpo. Ma ad un’analisi più approfondita, siamo sicuri che non possa invece risultare il metodo in assoluto migliore, come rapporto fra costi e benefici?

I benefici

Ogni anno, sono milioni le persone che decidono di operare la rimozione dei peli superflui tramite epilazione laser, il che dimostra che il costo, pur significativo, non rappresenta un investimento astronomico, ed è ragionevolmente abbordabile. Ma quello che bisogna valutare è il rapporto fra il costo, il dolore, e l’efficacia reale del trattamento. E dal punto di vista, appunto, dell’efficacia, è difficile trovare effettivi difetti del sistema, anzi bisogna riconoscerne la assoluta superiorità rispetto agli altri: entro sei mesi dall’inizio del trattamento, infatti, i soggetti si liberano di una quantità di peli superflui che può facilmente raggiungere il 90%. E tutto questo in maniera pressochè del tutto indolore: i soggetti descrivono la sensazione provata come un leggero pizzicore, o poco più.

È importante ricordare che l’efficacia dei laser per la depilazione dipende strettamente dal tipo di pelle e peli dei soggetti: il funzionamento è ideale sulle persone con peli scuri e pelle molto chiara, a ui tutti i metodi disponibili sul mercato sono aperti, mentre le persone con pelli scure devono prestare maggiore attenzione e selezionare i trattamenti adatti. Questo perchè da un punto di vista strutturale, quindi per spessore, quantità di lipidi, e contenuto in acqua, le pelli scure e le pelli chiare sono diverse, e rispondono in maniera diversa all’azione del laser. La cosa non deve in alcun modo preoccupare: si tratta semplicemente di selezionare un centro trattamenti dotato dei laser speciali sviluppati appositamente per le pelli molto scure, e essere preparati al fatto che i risultati possano richiedere più tempo, ed essere leggermente più dolorosi per i soggetti più sensibili. Un dottore – figura che è comunque consigliabile consultare prima di intraprendere il trattamento – potrà darci tutti i consigli necessari in base al nostro fototipo, chiarendoci se il tipo di trattamento che abbiamo in mente è davvero adatto a noi e alla nostra pelle.

A fronte di tutto questo, è evidente che i costi non possono essere bassi come per altri metodi di epilazione, e sicuramente un trattamento completo con laser per epilazione non costa meno di diverse centinaia di euro. Ma ricordiamo una cosa importantissima: è assolutamente definitivo, perchè distrugge i peli, e quindi lascia la pelle liscia per sempre – qualcosa che nessun altro sistema offre. E a quel punto, sommando i costi di tutti i trattamenti temporanei che potremmo dover fare in una vita, il confronto si fa molto più sensato, e la semplicità con cui si raggiunge il risultato, insieme all’assenza di dolore, rende l’epilazione laser una scelta assolutamente vincente.

Alcune domande frequenti sui programmi OCR

I programmi OCR non sono di per sé una novità: sono ormai diversi anni che si usa questa sigla, e che si progettano software capaci di interpretare i caratteri stampati e digitalizzarli. A essere in continuo miglioramento, però, e ricco di novità e progressi, è l’avanzamento tecnico dei programmi OCR, che stanno raggiungendo un livello di precisione e funzionalità impensabile solo qualche anno fa. Rinfreschiamoci la memoria con qualche dato essenziale su questa tecnologia.

Programmi OCR: cosa vuol dire?

OCR è un acronimo, una sigla che sta per Optical Character Recognition – in italiano, riconoscimento ottico dei caratteri. I programmi OCR sono in grado di digitalizzare documenti fisici e trasformarli in file di testo.

A cosa servono esattamente?
Provate a immaginare di avere un documento stampato di dieci pagine, che vi occorre invece avere in formato digitale. Un tempo avreste dovuto ribatterlo a mano in un programma di word processing, mentre utilizzando uno dei tanti programmi OCR disponibili potete semplicemente effettuare la scansione del documento e lasciare che il software riconosca quali caratteri contiene e lo trasformi nel file digitale che vi occorre.

In quali tipi di attività sono utili?

I programmi OCR sono utilizzabili davvero in qualsiasi settore professionale. Qualsiasi azienda che faccia uso di documenti – e sarebbe difficile trovarne una che non ricada in questa categoria – ha da guadagnare dall’uso di un sistema che velocizza il caricamento dei dati. Fra i campi in cui si usano maggiormente i programmi OCR sicuramente ci sono quello finanziario e commerciale.

Perchè me ne serve uno?

I programmi OCR possono diventare cruciali per un’azienda per tanti motivi. Uno dei più comuni è la semplicità con cui permettono di trasformare dati fisici in dati digitali, permettendone un’archiviazione più sicura e razionale, oltre che funzionale; il tutto in tempi molto brevi, il che permette ai collaboratori di concentrarsi su parti più importanti del lavoro, e con un minimo sforzo, il che permette di non dover ricorrere a personale aggiuntivo per la sola immissione dati.

Quanto costano?
La fascia di prezzo dei programmi OCR è molto larga. Ce ne sono di molto economici, magari con funzioni ridotte e semplificate, e di prezzo elevato, ma capaci di trattare lingue diverse e con margini di errore ridotti a livelli quasi trascurabili. Si tratta di trovare un giusto equilibrio; esistono perfino programmi OCR gratuiti, ma lo loro soglia di errore nell’acquisizione è così alta che possono addirittura diventare una perdita di tempo, anziché un aiuto al lavoro.

Come far essiccare frutta e verdura

Prima dei congelatori, delle sostanze conservanti, e di tutti gli accorgimenti moderni per conservare a lungo i cibi, l’essiccazione è stata per secoli e secoli un metodo eccellente per assicurarsi di poter mantenere per tutto l’anno i frutti del raccolto, sia per quanto riguarda la frutta che la verdura; ed è una tecnica interessante anche oggi, in alternativa o in affiancamento alla preparazione di marmellate e conserve sottolio e sottaceto, specie considerando che si può effettuare facilmetne in casa.

Il metodo di essiccazione dipende dalla tipologia di prodotto. Mele, prugne, uva e pomodori, che hanno tutti un elevato contenuto d’acqua, dovrebbero essere seccati in pieno sole, oppure, qualora questo non sia possibile, in forno: è infatti importante che tutta l’acqua venga eliminata dal cibo, per assicurarne la lunga durata in buone condizioni. Ma per molti altri alimenti, dai peperoncini ai fagioli alle erbe aromatiche, il forno non è necessario, e basta una stanza calda e ben ventilata. Non usate la cucina, però: la preparazione dei cibi lascia nell’aria troppa umidità, che andrebbe a compromettere il processo di essiccazione e rovinare gli alimenti.

Disponete gli alimenti su una griglia di filo metallico, e lasciateli riposare; in alcuni casi, come per i peperoncini, è possibile semplicemente legarli e appenderli, per risparmiare spazio. Assicuratevi soprattutto che l’aria circoli liberamente. In questo modo potrete conservare anche spezie come la salvia e la maggiorana, che non perderanno sapore. Per prugne e mele, togliete noccioli e torsoli, tagliate a metà o a fette, e deponetele ad essiccare: se volete che non anneriscano, prima intingetele rapidamente nel succo di limone.

Una volta che al tatto la frutta risulterà ben secca e leggera, e si sarà raffreddata se l’avete essiccata in forno, sarà pronta per la conservazione. Ben chiusa in vasi ermetici, e conservata al buio, durerà svariate settimane!

Volete automatizzare la porta del vostro garage? Ecco qualche informazione di base

Avete un garage? E allora sapete benissimo quanto sia scomodo, anche nelle migliori condizioni, scendere dall’auto, aprire la serratura, sollevare la porta del garage, rientrare in auto, parcheggiare, e chiudere di nuovo la porta. Non parliamo poi delle situazioni in cui il clima non ci aiuta, e magari quindi piove a dirotto; o ancora, al doverlo fare nel cuore della notte, magari in una strada buia e isolata. Per tutte queste ragioni, l’automazione basculanti può essere quella piccola comodità che vi renderà infinitamente più confortevole la vita quotidiana, con semplicità e con investimenti contenuti. Ma scopriamo meglio di cosa stiamo parlando, prima di affrontare la scelta!

Le basculanti sono le porte di garage più diffuse: sono quelle costruite con un pannello rigido, solitamente in lamiera, imperniato in modo da essere sollevato e scorrere fino a mettersi parallelo al soffitto. L’automazione basculanti consiste quindi nell’applicare a tali porte un sistema dotato di un braccio meccanico automatizzato, capace di ricevere segnali da una centralina controllata da un telecomando, che possa sollevare la porta all’occorrenza. Non è un’idea nuova: il primo modello risale addirittura al 1926. Ma naturalmente, la tecnologia moderna ha aggiunto parecchie funzioni a questa idea di base, e l’ha resa molto più performante e comoda.

Naturalmente, la caratteristica principale dell’automazione basculanti è proprio la comodità di non dover sollevare a mano la porta, e quindi la riduzione della fatica. Ma pensiamo, ad esempio, al lato sicurezza: effettuare l’operazione dall’interno dell’auto mette al sicuro dall’aggressione di malintenzionati nascosti. Oltre a questo, i sistemi di automazione basculanti migliori prevedono che il telecomando invii codici sempre differenti, il che rende ancora più difficile l’intrusione, e sono spesso corredati dall’accensione automatica delle luci del garage, o dalla possibilità di bloccare la porta da remoto agendo sull’apposito telecomando.

I tratti da considerare nell’acquisto sono semplici: la capacità di gestire il carico, il livello di sicurezza, e soprattutto la rumorosità, specialmente se abitate in un quartiere affollato e non volete svegliare regolarmente i vicini tornando tardi. Affidatevi ad un’azienda specializzata e in breve tempo godrete anche voi della comodità dell’automazione basculanti per il vostro garage!

Il mondo delle traduzioni tecniche

Nel mondo moderno, la tecnologia ci circonda da ogni lato, ed è ben difficile immaginarci come potrebbero essere le nostre vite se non ne disponessimo: sono le nuove tecnologie, soprattutto quelle legate all’informatica e alla comunicazione, a permetterci di diffondere studi e informazioni in tutto il mondo e quindi di accelerare ulteriormente questo progresso già tanto rapido. Tuttavia, proprio per via di questa diffusione in tutto il mondo, diventa imprescindibile fare i conti con le diverse lingue parlate nei vari Paesi, e si fanno quindi necessarie le traduzioni tecniche di tutti i materiali relativi a nuovi prodotti e tecnologie.

Quella di effettuare traduzioni tecniche è una competenza molto elevata, rara, e distinta dalla semplice conoscenza delle lingue di partenza e di destinazione: si compone infatti anche delle competenze tecniche e talvolta scientifiche necessarie a capire l’argomento di cui si parla, e che un traduttore anche abilissimo a livello linguistico e grammaticale, esperto ad esempio nella resa delle opere letterarie, potrebbe non possedere. Oltre a ciò, le traduzioni tecniche richiedono anche un eccellente lessico specifico, e quindi un vocabolario personale di terminologie tecniche che non è certo patrimonio comune nemmeno per chi conosca molto bene una o più lingue.

Il problema che rende tanto complicate le traduzioni tecniche è che, più di ogni altro genere, esse devono essere assolutamente precise e corrette, e non possono lasciare spazio a nessuna ambiguità o imprecisione: il testo finale deve essere impeccabile. Per questo è tanto importante localizzare dei traduttori tecnici così specializzati e competenti, e assicurarsi che usino appositi strumenti, come le memorie di traduzione, per garantire coerenza al testo ripetendo esattamente anche in traduzione quelle parti che sono identicamente ripetute nel testo tecnico originale. Allo stesso modo, è comune per chi fa traduzioni tecniche servirsi di appositi glossari e database.

Per questi motivi, se vi trovate di fronte alla necessità di far effettuar delle traduzioni tecniche, non sottovalutate il compito, e cercate un’estrema specializzazione. Questo genere di traduzione si applica a un gran numero di documenti:

– istruzioni e manuali operativi
– articoli scientifici per riviste di settore
– brevetti e richieste di brevetti
– schede tecniche dei prodotti più diversi
– documentazione tecnica
– manuali e guide elettroniche…

e per il loro successo, nonché spesso per la sicurezza di chi userà i vostri prodotti – oltre alla vostra tutela da qualsiasi possibile conseguenza di incidenti – sarà necessario che ciascuno di questi testi, originariamente prodotti con la massima precisione nella lingua di partenza, goda della stessa esattezza e precisione in quella di destinazione. Le traduzioni tecniche sono un investimento vitale: non sottovalutatele cercando di risparmiare!

Consigli per ridecorare la casa nella bella stagione

Con l’arrivo della bella stagione, è normale che nasca in noi il desiderio di riflettere, anche nell’aspetto della nostra casa, il ritorno del sole e delle belle giornate. Può anche aiutarci a migliorare l’umore e scrollarci di dosso il torpore dei lunghi mesi invernali! Ecco qualche consiglio per portare un po’ d’estate anche dentro la nostra casa.

Per prima cosa l’estate è luce, sole. Riflettiamo questo fatto nella nostra scelta di colori! Via tutto ciò che è scuro, o triste: mettiamo da parte i neri, i bordeaux, e tutti quei colori scuri che, oltre ad alterare il nostro umore, assorbono anche il calore, peggiorando la calura estiva. Largo invece ai colori pastello, ai toni marroni o verdi della terra e delle piante, e in generale a tutto quello che riflette e amplifica la splendida luminosità delle giornate estive. Questo si estende anche a specchi e oggetti in vetro, che alleggeriscono la casa e permettono alla luce di circolare e illuminare dappertutto, sfumando il confine fra l’interno e l’esterno della casa.

E a proposito di esterno, se abbiamo la fortuna di avere un giardino, è il momento perfetto per approfittarne! E non dite che l’estate è breve, e non val la pena sistemare il giardino per un paio di mesi: il lavoro fatto tornerà utile anche nei prossimi anni, e potrete approfittarne ai primi soli estivi se vi portate avanti. Quindi, pian piano, investite in un po’ di mobilio da giardino di buona qualità, dell’illuminazione d’atmosfera che rischiari senza abbagliare (rovinerebbe le serate in giardino a godersi il clima) e soprattutto sbizzarritevi con fiori e piante! Potete trasformare anche un piccolo giardinetto nel vostro rifugio per le serate dopo una lunga giornata passata faticando al caldo.

Benvenuta estate – anche in casa!

Tricicli Cargo: tre ragioni per usarli, da oggi

Se avete sempre organizzato le vostre consegne con scooter e furgoni, potreste trovare che l’idea di passare ad una bicicletta da carico – o triciclo cargo, per usare termini più precisi – sia un po’ buffa, decisamente improponibile per un’azienda appena più grande di una pizzeria da asporto, e assolutamente poco pratica. Ma se ci concedete pochi minuti, pensiamo di farvi cambiare idea a riguardo: i tricicli cargo sono uno dei mezzi che sta più conquistando terreno e popolarità per le consegne, e le ragioni sono numerose e significative. Eccone tre: vedete se vi convincono!

– I tricicli cargo sono dei mezzi solidi e robusti. Se avete in mente delle scalcagnate biciclette con un cestino applicato alla bell’e meglio, siete completamente fuoristrada! I migliori modelli sono costruiti con robuste strutture tubolari, e montano ruote di diametro e larghezza maggiorata. Il risultato? Nelle configurazioni per trasporti più difficili, quelle adatte alle consegne di carichi particolarmente voluminosi o di peso molto elevato, è possibile caricare e trasportare senza difficoltà su uno di questi veicoli un carico pari a tre quintali! E se temete di dover assumere un colosso per spostare, pedalando, questo genere di pesi, potete tranquillizzarvi: i modelli con pedalata elettrica assistita rendono il lavoro semplice e per nulla faticoso.

– I tricicli cargo non sono sottoposti a nessun tipo di limitazione per il traffico. Sono legalmente biciclette! Questo significa che non avrete necessità di preoccuparvi di provvedimenti antismog, di zone a traffico limitato, o di tutti quegli elementi che rendono la vita del corriere un inferno: potrete arrivare in città con il vostro mezzo a motore, caricare il triciclo cargo, ed effettuare le vostre consegne dovunque, in centro, nelle zone a traffico limitato, senza problemi di parcheggio o di circolazione.

– I tricicli cargo non inquinano! E oltre a essere un problema che probabilmente vi tocca già da un punto di vista personale – in fondo l’ambiente è uno solo, e a tutti conviene inquinarlo il meno possibile – questa è ormai, in modo sempre più netto, una questione di immagine e di opinione pubblica. Utilizzare un mezzo come un triciclo da carico per le vostre consegne sarà una delle migliori pubblicità possibili per segnalare che fate la vostra parte per rispettare l’ambiente e limitare l’immissione nell’atmosfera di sostanze nocive. E la gente apprezzerà sicuramente il vostro sforzo. E il tutto senza spendere un solo euro di marketing!